About

Nata a Perla l’11 giugno 1877, sfuggì per miracolo ai massacri che si diffusero dopo la caduta del reggente della città Claus Patera. Ritrovata tra le macerie dalle truppe russe accorse per soccorrere i superstiti, fu adottata da un tenente di artiglieria che le permise i primi i studi a Pietroburgo, dove risedette sino al 1910. In questa fase, sfuggendo alla richieste del padre adottivo di sposarsi con un boiardo ed entrare nello Dvorjanstvo, si iscrisse alla facoltà di bizantinistica dove s’innamorò di uno studente ucraino, tale Nestor Ivanovič Machno, che le fece scoprire i classici dell’anarchia. La giovane Francesca preferì, tuttavia, frequentare i gruppi tolstoiani allora in piena attività nella città russa. Al momento della rivoluzione d’ottobre, fu costretta ad abbandonare Pietroburgo per proteggere il padre che - schieratosi con i menscevichi – aveva ricevuto minacce dall’ala più estrema dei bolscevichi. Come molti esuli si trasferì a Parigi, dove le precarie condizioni economiche e la tisi che aveva colpito il padre le imposero di lavorare come ballerina presso ilFolies Bergère. Qui nel 1927divenne intima di Joséphine Baker. In seguito alla morte del padre poté finalmente andare a convivere con Josephine, ma ben presto relazione cessò, a causa della gelosia della cantante per la relazione di Francesca con il fotografo Robert Demachy, che stava vivendo una profonda crisi espressiva. Deamchy, tuttavia, iniziò alla fotografia l’amante che rimarrà al suo fianco sino alla sua morte avvenuta nel 1936. La profonda crisi che seguì tale evento, spinse Francesca a cercare conforto nell’esicasmo. La volontà di unirsi agli ultimi superstiti della setta, la spinse ad assumere fattezze maschili e raggiungere il monastero Esphigmenu del monte Athos dove riuscì divenire monaco rimanendo in meditazione per oltre quindici anni. Scoperta per caso la sua identità (sembra a causa dei tentativi di approccio non proprio ortodossi dell’igumeno) fu deferita allo Iera Kinotita, condannata come incarnazione di Lillith ed, infine, esorcizzata e cacciata dal consesso. Era l’anno 1951. Sconcertata dall’ipocrisia claustrale, maturò la decisione di recarsi negli Stati Uniti e ridedicarsi alla fotografia. Giunta in città fu introdotta negli ambienti dell’espressionismo astratto (sembra che riuscì a conoscere il morente Pollock). Fu il periodo più creativo e forse sereno della sua vita. Conobbe Gregory Corso che la fece trasferire a San Francisco; qui divenne intima della coppia Ginsberg-Orlovsky divenendo la fotografa degli “hipsters dal capo d'angelo ardenti per l'antico contatto celesti”. Fu in questo periodo che l’abuso di allucinogeni ne determinò l’internamento presso loCreedmoor State Hospital dove fu sottoposta a decine di trattamenti di elettroshock da parte della dottoressa Bender, la sperimentatrice del Metrazol. In seguito all’intervento di Corso edi Ginsberg (era il 1956) riuscì ad essere dimessa e disintossicarsi. I racconti delle sevizie subite nel corso dell’internamento,influenzarono a tal punto Ginberg che le nel proprio componimento Kaddish le presentò come esperienze della madre ( “run thru the mind--like the saxophone chorus of houses and years--
remembrance of electrical shocks”
). Convinta a disintossicarsi, riparò in India presso Rishikesh nell’ashram del guru Maharishi assumendo il nome di Aditi (अदिति). Nel 1968 giunsero John Lennon, , George e Pattie Harrison, Paul McCartney, la sua compagna Jane Asher, Ringo Starr,Mia Farrrow e Mike Love i quali affascinati dalla sua vita richieserro di documentarne il soggiorno fotograficamente (celebri le foto del ritiro dei fab four in India). Decisa a costruire una comunità per diffondere la meditazione trascendentale, partì per il Sud America per fondare insieme ad una carovana di gitani la città di Macondo.. Il progetto tuttavia fallì dopo soli cento mesi. Era ormai il 1970 e Francesca tornò in Europa recandosi a Berlino. Qui inizia uno dei periodi più controversi per la fotografa. In seguito ad una relazione con Andreas Baader, fu arresta nel 1973 con l’accusa di aver fiancheggiato la Rote Armee Fraktion. Le leggi speciali del tempo ne determinarono una condanna a 10 anni che non fu fortunatamente scontata nel carcere di Stammheim a Stoccarda (dove nel 1977 si suicideranno i maggiori rappresentanti della Raf) ma a Monaco. Proclamatasi da sempre innocente fu al centro di una vasta campagna internazionale di Amnesty International che ne determinerà la liberazione nel 1981 con proscioglimento pieno (dopo quasi 7 anni di carcere). In seguito al risarcimento per l’ingiusta detenzione decise di ritirarsi in Italia a Milano ed aprire uno studio fotografico. Qui divenne amica di Pier Vittorio Tondelli con cui intesserà una profonda amicizia che sarà distrutta dalla morte prematura dell’autore nel 1991. Con la morte di Tondelli iniziò un periodo di profonda depressione che portò l’autrice a disinteressarsi per la fotografia e collaborare con la Lila, la nota organizzazione per i diritti dei malati di Sida.Nel 2001 partecipando con l’associazione alla manifestazione di Genova fu coinvolta negli attacchi insensati della polizia e si fratturò tre vertebre. In seguito a tale esperienza su consiglio del proprio analista decise di ritirarsi presso la piccola città di Monza dove attualmente vive in compagnia dei suoi tre gatti svolgendo l’attività di fotografa free lance.

Esposizioni

2021- Castello Colleoni di Solza (Bg) - dal 9 al 24 aprile, Galleria Esposizioni Palazzo Ghirlanda di Brugherio (Mb) -
dal 2 al 24 ottobre, Fabbrica del Vapore Milano - dall'8 dicembre al 21 dicembre.

Parteciperò alla mostra collettiva, frutto di un concorso tra 70 artisti, curata dall'associazione culturale Amami di Milano dal tema "Assonanze,discordanze,forme e libertà di movimento al Tempo del Nuovo Rinascimento

2020-Tempio del Futuro perduto,Milano

Ho partecipato all'esposizione

collettiva del progetto  >conNETc_project della scuola Mohole di cinema, musica, comunicazione visiva e sorytelling

2019,Galleria Annunciata, Milano

Ho partecipato alla mostra collettiva Tempo e sospensione, Catalogo All Around Art con testo critico di Giovanni Pelloso.